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Lòm a Mêrz 2024

26 Febbraio @ 18:30 - 3 Marzo @ 21:30

Carissimi Soci e Amici di Slow Food,
tornano i Lòm a Mêrz organizzati dall’Associazione Il Lavoro dei Contadini da lunedì 26 febbraio a domenica 3 marzo e saranno dedicati al tema “ABITARE LA TERRA: le antiche case custodiscono i ricordi”, naturale prosieguo di quello della Mezzadria, scelto per l’edizione 2023. Il programma prevede oltre trenta eventi, durante le giornate dedicate ai Fuochi, che si svolgeranno nelle aie di aziende agricole, agrituristiche e in ristoranti e altri luoghi della cultura rurale in diversi Comuni della Romagna.
L’agricoltura, come molte altre attività era, ed è tuttora, soggetta alle avversità metereologiche. Così la tradizione contadina del passato voleva che per scongiurare la malasorte venissero fatti dei riti propiziatori, come i fuochi magici: i Lòm a Mêrz (i lumi di marzo). L’accensione di falò propiziatori intendeva celebrare l’arrivo della primavera e invocare un’annata favorevole per il raccolto nei campi, ricacciando il freddo e il rigore dell’inverno. Il suo significato era quello di incoraggiare e salutare l’arrivo della bella stagione, bruciando i rami secchi e i resti delle potature. Per questa occasione, negli ultimi tre giorni di febbraio e nei primi tre di marzo, ci si radunava nelle aie, si intonavano canti e si danzava intorno ai fuochi (al fugarèn), mangiando, bevendo e soprattutto divertendosi. L’Associazione Il Lavoro dei Contadini dall’ormai lontano 2000, ha cercato di tracciare un nuovo solco con i Lumi a Marzo, con rinnovati obiettivi che intendono essere un invito per mettersi in viaggio in queste terre di Romagna, nelle quali si trova ancora un amore per il cibo tipico, sano, dove si possono ritrovare e condividere le tradizioni, usanze, cultura contadina e valori della coltura contadina.

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Lòm a Mêrz 2024
Dopo il tramonto, l’accensione dei fuochi nelle aie delle case di campagna in vari Comuni delle Romagna.
La Presidente Lea Gardi afferma: “La casa colonica, sentimento di un tempo che custodisce ricordi, diventa spunto per una riflessione di coerenza tra presente, passato e futuro del territorio agricolo della Romagna; e quindi per noi è l’occasione per lanciare un piccolo appello alla riflessione su come mantenere e recuperare il patrimonio rurale della Romagna, in alcuni casi svilito da discutibili interventi umani e recentemente, purtroppo, profondamente segnato dalla forza devastante della natura. La nostra iniziativa non ha certo l’ambizione e la forza di trovare soluzioni, vuole essere uno stimolo propositivo a ri-pensare, (attraverso ciò che resta di queste case, spesso ruderi) alle pratiche consolidate nei secoli di dinamiche di vita, di mantenimento di paesaggio e di manutenzione dei territori coltivati, che più che mai devono ritrovare l’equilibrio di salvaguardia e rispetto, che spesso sembrano sfuggiti di mano.
E allora si vola tra i ricordi del passato, quando la casa rurale era ambasciatrice del ciclo di nascita-vita-morte dei suoi occupanti era luogo d’incontro sull’aia-spazio vitale di lavoro, riposo ma anche di svago, vestendosi a festa in occasione di trebbi e veglie. Si va indietro nel tempo ragionando sul dentro e il fuori di essa, sulle logiche di ubicazione degli ambienti e il loro utilizzo: al piano terra la stanza principale col grande focolare per ritrovarsi e consumare gli scarsi pasti; la stanza del telaio dove le donne tessevano; e la stalla per i bovini, fondamentali strumenti di lavoro e indispensabili per il sostentamento della famiglia. La scala portava al primo piano per accedere alle stanze da letto, mentre nella parte più fredda della casa si conservavano i cibi e si custodiva il vino. Non mancavano all’esterno annessi, pertinenze e bassi comodi, il pagliaio affiancato all’aia, la buca del letame, il pozzo, il forno per cuocere il pane, i modesti manufatti per ricoverare piccoli animali da cortile e gli stalletti per i maiali.
Dalla memoria di tali testimonianze, dalle radici di un passato strutturale (che inevitabilmente si deve adeguare alle esigenze abitative odierne) sorge tuttavia un fondamentale insegnamento verso nuove idee di recupero che oltre a scopi abitativi può volgere lo sguardo verso soluzioni di ricettività e di turismo rurale comunque (come in passato) sempre in dialogo armonico col paesaggio agrario che le avvolge e, soprattutto, nel rispetto fondamentale delle regole che tutelano la salvaguardia del suolo.

 

 

Dettagli

Inizio:
26 Febbraio @ 18:30
Fine:
3 Marzo @ 21:30
Categorie Evento:
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